Essere genitori, davvero
Per i momenti belli. E per quelli meno belli.
Perché amare i propri figli alla follia e avere bisogno di una pausa non sono due cose in contraddizione. Puoi guardarli e pensare che siano la cosa più bella che ti sia mai capitata e, nello stesso giorno, desiderare di chiuderti in una stanza e non sentire nessuno chiamarti per mezz’ora.
FamilySide · 24 settembre 2026
Diventare genitori porta con sé qualcosa di difficile da spiegare finché non lo vivi.
Ci sono momenti in cui ti fermi per un secondo a guardare la tua vita. Magari davanti a una risata di tuo figlio, a una manina che cerca la tua o a qualcosa che fino a quel momento non avrebbe avuto alcuna importanza.
E pensi:
ecco cos’è la felicità.
Per un istante ti sembra quasi di aver capito qualcosa che prima ti sfuggiva. Che tante delle cose che hai chiamato felicità erano piacere, soddisfazione, entusiasmo. Tutte vere, tutte importanti.
Ma questa è un’altra cosa. Questa è felicità.
Poi, però, arrivano anche loro.
I momenti più difficili.
Fanno parte dello stesso pacchetto. Eppure di quelli, ancora oggi, si parla molto meno.
Se sei fortunata ne parli con tua sorella, con la tua migliore amica, con tua mamma. Con qualcuno davanti al quale non hai bisogno di fingere che vada tutto bene.
Ma una mamma sembra non potersi lamentare troppo. Non poter dire “basta”. Non poter desiderare una pausa, qualche ora per sé o tre ore di sonno filato. Non poter ammettere che, almeno per un momento, non ce la fa più.
Bisogna tenere duro. Andare avanti. Essere grate. Godersi ogni istante, perché “passa così in fretta”.
E invece forse dovremmo cominciare a dirlo.
A volte è fottutamente difficile.
Sì, abbiamo usato questa parola.
Perché amare i propri figli alla follia e avere bisogno di una pausa non sono due cose in contraddizione.
Puoi guardarli e pensare che siano la cosa più bella che ti sia mai capitata e, nello stesso giorno, desiderare di chiuderti in una stanza e non sentire nessuno chiamarti per mezz’ora.
E ci sono momenti in cui non hai bisogno che qualcuno ti dica di resistere.
Hai bisogno di dormire. Di parlare. Di uscire. Di piangere. Di avere qualcuno che prenda il tuo posto per un’ora.
Nei primi mesi, poi, ci si mettono anche il sonno che manca, un corpo che sta ancora cercando un nuovo equilibrio, gli ormoni, una vita completamente cambiata.
E può succedere che persino chi ti sta accanto con le migliori intenzioni non riesca davvero a capire di cosa hai bisogno.
Il problema è che, qualche volta, non lo sai nemmeno tu.
Sai soltanto che avresti bisogno di aiuto.
Ma non sai ancora quale.
Ed è forse proprio lì che avere un posto da cui partire può fare la differenza.
